GENERALITA’
SUGLI IMPIANTI DI FITODEPURAZIONE ED EVAPOTRASPIRAZIONE
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Gli impianti
di fitodepurazione ed evapotraspirazione rappresentano un trattamento
di depurazione di tipo naturale e sfruttano la capacità delle piante
di assorbire la parte acquosa del refluo e di degradare molte sostanze
organiche. Tale tipologia di impianti si presta ad essere adottata come
trattamento secondario di reflui civili di nuclei abitativi medio piccoli
o come trattamento terziario di finissaggio a valle di scarichi industriali
o civili di grandi dimensioni. Il refluo in ingresso all’impianto deve
essere opportunamente pretrattato a seconda della tipologia degli inquinanti
presenti.
IMPIANTI DI EVAPOTRASPIRAZIONE: PARTICOLARI COSTRUTTIVI
Il refluo
pretrattato viene immesso nel comparto di evapotraspirazione opportunamente
dimensionato per realizzare una traspirazione del refluo ed un abbattimento
del carico inquinante.
L’impianto di evapotraspirazione è costituito da un bacino
realizzato con teli in HDPE termosaldati sul posto.
Il fondo viene colmato per uno spessore variabile in funzione del dimensionamento
specifico, di materiale drenante, all’interno del quale si inserisce
il sistema di distribuzione del liquame realizzato con tubazioni microfessurate
di materiale plastico. Lo strato superficiale è invece costituito
dal terreno autoctono opportunamente selezionato in fase di cantiere.
Il dimensionamento della superficie traspirante viene effettuato sulla
base del carico organico e idraulico in arrivo all’impianto e
solitamente per un refluo pretrattato di origine civile si considerano
superfici minime pari a 4 mq per abitante equivalente.
Alla superficie vengono piantumate varie specie di piante perenni erbacee
ed arbustive opportunamente scelte tra quelle maggiormente igrofile
ricercando un giusto compromesso tra l’aspetto estetico e quello
funzionale.
All’uscita si prevede sempre un pozzetto di dimensioni variabili
rispetto alla portata entrante e a quella di pioggia, per l’alloggio
di pompa temporizzata per il rilancio delle acque di scarico in testa
all’impianto qualora lo si ritenga necessario.
Scavo
bacino |
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Posa
geomembrana |
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| Riempimento
con terreno vegetale |
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| Piantumazione
eseguita |
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FUNZIONALITA’
DELL’IMPIANTO
Questa tipologia di impianto si basa sul principio dell’evapotraspirazione,
fenomeno mediante il quale i vegetali possono assorbire acqua e sostanze
organiche dal terreno traspirando il refluo in eccesso, in forma di
vapor acqueo, attraverso le superfici fogliari. Questo comporta che
la portata in uscita dall’impianto sia pressoché esigua.
Inoltre, la sostanza organica presente nel refluo subisce una degradazione
da parte di batteri aerobici e funghi che si sviluppano a livello dei
rizomi delle piante e microrganismi anaerobici degli strati più
profondi del bacino.
Un impianto
di evapotraspirazione presenta quindi numerosi vantaggi tra i quali:
La scelta
delle specie botaniche può variare entro un’ampia gamma
di possibilità, potendosi usare specie selvatiche in prevalenza
erbacee reperibili nella zona di ubicazione dell’impianto, oppure
specie coltivate prevalentemente arbustive.
La prima soluzione si rende necessaria qualora sussista la necessità
di creare un impianto in continuità con l’ambiente circostante
(es parchi naturalistici, oasi etc.).
Nel secondo caso invece si può realizzare un vero e proprio giardino
utilizzando varie specie vegetali di diverse altezze e sviluppo, talune
anche con vistose fioriture. La forma del bacino di evapotraspirazione
inoltre, può essere modulata a seconda delle esigenze e degli
spazi e ciò, unitamente all’assenza di odori e rumori,
rende questa tipologia di impianto una scelta ideale in un contesto
urbano o comunque in vicinanza di altri insediamenti abitativi o produttivi.